La Gazzella dello Sport2015/2016
(Maschile)
Calcio a 5

Champions League

Archivio news 17/06/2016

Re di Coppe

Analisi, foto, interviste e statistiche delle finali europee

       

SCACCO MATTO VS CRISTAL BAR 7-4 (t.s.)

SCACCO MATTO: ​ Federico Rubino è l'ago della bilancia di una squadra e di una finale. I canarini partono con Pirillo tra i pali, Martegani ultimo uomo, Mori-Banfi sugli esterni e Alfieri centravanti, ma il vero man of the match è il barbuto sesto uomo saronnese. Entrato sul 2 a 0 per gli ospiti, il #0 ha saputo ribaltare l'esito dell'incontro ubriacando la difesa avversaria grazie alle sue enormi doti tecniche. I compagni, però, non sono certo stati da meno. Pirillo è cresciuto di partita in partita e all'atto conclusivo ha sfoggiato parate di puro istinto che preannunciano un roseo futuro; Martegani è il solito faro difensivo tutto interdizione e anticipo, mentre Banfi e Mori si fanno le vasche sugli esterni trovando gol e assist. L'ultimo tributo spetta ad Alfieri che, ciondolante nel suo ginocchio tutorato, ondeggia come Garrincha e magnetizza la sfida con una girata in extremis. Quel pallone che arranca e sembra non entrare mai è l'icona di una squadra partita tra l'indifferenza di molti, priva di due pilastri come Cotta e Di Salvo, ma che, caparbia, ha saputo varcare la linea del dubbio ed entrare nell'Olimpo dei vincenti.

PRIMO TROFEO APPIANESE PER MASSIMO ALFIERI E I CANARINI DEGLI SCACCO MATTO. LA LORO GIOIA NELL'INTERVISTA POST PARTITA.

CRISTAL BAR: Incoraggiati da un ruolino di marcia impeccabile e dai favori del pronostico, intimamente i Cristal Bar sentivano ormai vicina la Mitropa Cup. Questo senso di superiorità inconscia trovava legittimazione nell'avere una rosa ormai rodata, profonda nelle rotazioni e impreziosita da quelli che poi sarebbero diventati Capocannoniere e Miglior Portiere della Mitropa, Sommacal e Celano. Eppure, nonostante i premi individuali, il collettivo dei tigrotti è collassato per via di una certa discotinuità emozionale, cali di tensione che hanno reso traballante una difesa comunque retta dall'ottimo Ponzetti. Il nemico principale dei compagni del gargantuesco Gentile, tuttavia, ha il nome di Madama Sfortuna, il cui zampino è evidente in una gara segnata dai legni centrati da Caporello, Gianquinto e Mastellaro. Pur subendo un avversario quadrato e compatto, infatti, con il favore della sorte le loro imprecazioni si sarebbero potute addolcire nella gioia di un gol e... chissà. 
Al triplice fischio, invece, per i Cristal Bar c'è solo una grande amarezza e la sensazione che questa - purtroppo - fosse davvero la volta buona.

 

                                              


 


 

       

FC SOPRAVVISSUTI VS FC SBOCCARDA 8-2

FC SOPRAVVISSUTI: Arrivati quinti nell'ipercompetitiva Lega C - quattro finaliste su sei e due vittorie su tre - i Blues non si sono mai nascosti: "Vogliamo regalare questa coppa ai nostri tifosi" dichiaravano Foti e Butti dopo i primi quaranti minuti d'Europa. La continuità a lungo cercata in un campionato altalenante si è improvvisamente palesata nelle notti continentali di una formazione che, seppur priva del roccioso Ammendola, ha messo in campo fisicità e quadratura con Butti, Schifino e De Maestri guardiaspalle di un Leone Miglior portiere del torneo, ma anche una caratura tecnica elevatissima grazie all'estroso De Fazio, all'infuocato Rullo e al nuovo acquisto Brenna. Il centravanti classe '95 ha monopolizzato la competizione, lasciando il segno in ogni gara e aumentando la cilindrata di un motore già performante, sino a rendere i Sopravvissuti una vera e propria corazzata. Coppa vinta in scioltezza e incetta di premi individuali per una formazione magistralmente orchestrata dal tuttofare Foti, vero deus ex machina della formazione comasca.
 

FOTI E LEONE SCIOLGONO IL NERVOSISMO PRE GARA E SI GODONO LA VITTORIA! SI VA IN CROAZIA!
 

FC SBOCCARDA: La mezzanotte scatta sul più belo per la Cenerentola Sboccarda. Che poi chiamare Cenerentola una formazione capace di arrivare terza al Mundialito e veleggiare rapida in classifica nonostante la cronica assenza di un portiere di ruolo parrebbe una bestemmia, eppure alzi la mano chi a inizio Europa League dava per competitiva la formazione in rosa. Eppure i ragazzi di Capitan Buffoni hanno saputo salire di giri e sconfiggere avversari ben più quotati, dimostrando che - se al completo - possono dire la loro contro chiunque. L'avvio di partita regalato a un avversario con molta più gamba è stato un handicap troppo limitante per gli ospiti, a cui si è andata a sommare la prestazione monstre del portiere avversario, Leone, capace di raffreddare bocche da fuoco del calibro di Franchi, Borroni e Loiero. Di questa Europa League ai cislaghesi resterà l'integrità di un gruppo che forse non si era mai perso, la compattezza dentro e fuori dal campo che, nonostante la sconfitta, ti lascia un sorriso.

                                           


 


                             

TEAM PRANDINA VS REAL DIESEL 10-11 (t.s.)

REAL DIESEL: CANNIBALI. Questo è tutto. Nient'altro si può aggiungere a una squadra capace di mettere in bacheca ogni premio su piazza, unendo l'estro di Spagnuolo a un collettivo straordinario e più che collaudato. Già, perché con El Rey il Real ha il suo uomo di riferimento in fase offensiva, il giocatore capace di far salire la squadra; ma soprattuto Spagnuolo offre ai compagni la possibilità di dedicarsi primariamente alla fase difensiva e di lanciarsi in attacco con un certo "ritardo", dato l'agio assicurato dalla capacità di Lorenzo di creare superiorità numerica anche da solo. La partita è un continuo rincorrersi di due squadra sostanzialmente di pari livello e tra due spiriti mai domi. Sul finire della prima frazione i rossoblù sembravano ormai in pieno controllo, con un confortante +3 a referto, ma la veemente reazione dei prandina ha trascinato il match sino ai supplementari, dove i Diesel hanno fatto valere la propria legge. Restano negli occhi dei tifosi i protagonisti di un'annata magica: il ragno Pellegrini, il muro Cometti, ThugPalu, la dinamo Carraro, Bonacina box-to-box, il velenoso Vago e innesti preziosi come Cincotta, Maggi e Gabriele Spagnuolo.

I PROTAGONISTI DELLA FINALISSIMA MAUGERI (PRANDINA) E BONACINA (DIESEL) AI MICROFONI DI ZONA MISTA.


TEAM PRANDINA:  I campioni in carica cadono. Lo fanno al termine di una finale agonica, mai condotta eppure sempre giocata, rimessa in piedi nel momento più duro, con l'inerzia che sembrava finalmente dalla loro e abbandonava un avversario sfinito dalla tenacia con cui i Prandina si aggrappavano al risultato. Un Lovera serpentino si snoda tra i pali e conquista la medaglia di Miglior Portiere della Champions; Maugeri è la guida tecnica, l'alfa e l'omega offensivo dei suoi, nonché il Capocannoniere di un torneo davvero stellare. Il leader emotivo del gruppo biancorossonero però è lo sparagnino Strametto. Ruvido, attaccabrighe, malizioso eppure capace di caricare i suoi, di rincuorare Cittera dopo un errore e di esaltarlo dopo il gol del pareggio, di guidare all'arrembaggio una squadra cui è mancato davvero poco per mettere a segno uno storico back to back. Lo scoramento finale traspare sui volti rovellaschesi, che pure paiono sereni e consci di aver fatto il possibile e forse anche di più. Certo, una punta amara resta nel cuore dei padroni di casa: quel tiro libero al 50', quell'ultimo disperato appello, la luce che lasciava intravedere... e il buoi di un calcio sbagliato e di un portiere acchiappasogni. Le chiamano sliding doors... e quando ci sbatti fa disperatamente male.